Ho lanciato il nuovo Cross e, con l'apposita sezione di Progetto, ho progettato un filtro ideale a due vie del quart'ordine (24 dB/Ott) APC, con incrocio ad 1 kHz e terminato su resistenze di 6 ohm.
Poi, nella maschera di Sistema, ho posto uguali a zero tutte le distanze fra gli altoparlanti ed i vari offset.
Quindi nella maschera relativa all'ambiente (B) ho escluso la presenza del pavimento (N).
A questo punto ho potuto tracciare la Risposta Complessiva (ad 1 metro, con angoli Orizz e Vert. =0 e rispondendo N sia a Risposta Altoparlanti che a Impedenza Altoparlanti) come se questa rappresentasse la risposta elettrica del filtro.
Andando quindi ad aggiungere, rispettivamente, sia alla cella dei bassi che a quella degli alti una resistenza da 0,5 ohm ho ottenuto quanto segue:

Nel grafico qui sopra, la linea orizzontale verde rappresenta la somma elettrica complessiva del filtro che ho simulato, in assenza delle resistenze. La curva rossa rappresenta invece la risposta elettrica complessiva in presenza di un cavo da 0,5 ohm totali fra l'ampli ideale e il filtro, oppure l'uso di un buon ampli a valvole in luogo di quello ideale...
Quello che si rileva è una esaltazione localizzata sicuramente più larga di un'ottava, che nel suo punto di massimo raggiunge il mezzo dB.
In base alle risultanze delle prove d'ascolto che vi ho raccontato più volte, una simile alterazione, ove fosse introdotta su una cassa a due vie reale, risulterebbe sicuramente udibile...
Poi, nella maschera di Sistema, ho posto uguali a zero tutte le distanze fra gli altoparlanti ed i vari offset.
Quindi nella maschera relativa all'ambiente (B) ho escluso la presenza del pavimento (N).
A questo punto ho potuto tracciare la Risposta Complessiva (ad 1 metro, con angoli Orizz e Vert. =0 e rispondendo N sia a Risposta Altoparlanti che a Impedenza Altoparlanti) come se questa rappresentasse la risposta elettrica del filtro.
Andando quindi ad aggiungere, rispettivamente, sia alla cella dei bassi che a quella degli alti una resistenza da 0,5 ohm ho ottenuto quanto segue:
Nel grafico qui sopra, la linea orizzontale verde rappresenta la somma elettrica complessiva del filtro che ho simulato, in assenza delle resistenze. La curva rossa rappresenta invece la risposta elettrica complessiva in presenza di un cavo da 0,5 ohm totali fra l'ampli ideale e il filtro, oppure l'uso di un buon ampli a valvole in luogo di quello ideale...
Quello che si rileva è una esaltazione localizzata sicuramente più larga di un'ottava, che nel suo punto di massimo raggiunge il mezzo dB.
In base alle risultanze delle prove d'ascolto che vi ho raccontato più volte, una simile alterazione, ove fosse introdotta su una cassa a due vie reale, risulterebbe sicuramente udibile...
Nell'esempio che segue ho agito invece sulla simulazione del TAS-13.
Anzitutto ho caricato il file TAS-13.XVR Quindi, visto che la risposta del TAS, nelle condizioni previste dalla sua simulazione, si sviluppava quasi esattamente sul livello degli 80 dB, come si vede dal grafico seguente:
ho provveduto ad aumentare di 10 dB esatti le sensibilità di tutti e tre gli altoparlanti, in modo da portare il grafico tracciato sulla linea dei 90 dB (cosa necessaria per visualizzare qulcosa con la scelta della scala da 5 dB che mi apprestavo a fare successivamente).
Poi sono andato a vedere quali erano i valori immessi per il QT e il QM del tweeter:
QT=0,45
QM=0,65
Quindi ho ricalcolato il valore del QE, risultato essere:
QE=1,46
A questo punto ho immaginato di togliere il ferrofluido dal tweeter, supponendo di ottenere un QM pari a 2, valore possibile appunto (e direi anzi abbastanza contenuto...) in assenza di ferrofluido, ottenendo per il QT il nuovo valore di 0,84.
Sovrapponendo le curve complessive del TAS 1.3 con il tweeter originale e con il tweeter senza ferrofluido appena ipotizzato, il grafico che ho ottenuto, con scala 5 dB, è il seguente:
Nel quale la curva ciano è quella originale e quella arancio è senza ferrofluido.
Chi potrebbe ancora credere, dopo tutto ciò che è stato scritto sull'argomento (e non solo da me) che le variazioni superiori agli 0,1 dB rilevate in questo esempio ed estese a più di due ottave non siano udibili? O, in alternativa, che l'udibilità di un sottile cambiamento nella qualità dell'ascolto sia attribuibile a chissà quali nefande proprietà del ferrofluido?
Faccio notare che l'effetto ottenuto è una riduzione del livello attorno ai 2 kHz ed un aumento di quello fra i 4 kHz ed i 10 kHz, alterazioni che, come ho scritto in tempi non sospetti, secondo consolidate esperienze causano all'ascolto i seguenti effetti che copio da qui:
"... E: 2000, F: 3150, G: 5000, H: 10000 Hz...
E: Se è poco diminuisce "effetto presenza" se è troppo interviene il "pungente/fastidio".
F: Caratterizzazione ed "articolazione" degli strumenti solisti e delle voci, specie femminili.
G: Apertura della timbrica degli strumenti aventi spettri "bassi ma non bassissimi". Se è troppo "archi alla corda".
H: Apertura/spaziosità del 99% degli strumenti e dei "rumori", applausi compresi. Se è eccedente comporta il famoso effetto durezza, freddezza, fastidio, "effetto cupole rigide" e/o "meno setosità" della gamma alta...".
Che io traduco in: "L'ascolto del TAS 1.3 dotato di un tweeter senza ferrofluido (a confronto con lo stesso sistema equipaggiato con un tweeter identico tranne che per la presenza di ferrofluido nel traferro) rischia di apparire caratterizzato da un minore "fastidio", una maggiore "apertura", una maggiore sensazione di "spaziosità" e "setosità" delle frequenze più alte...
Quello che mi chiedo ora è: "Non potrei ottenere la stessa identica variazione semplicemente intervenendo con minime variazioni sui componenti del filtro del tweeter? Anziché prendermela con un elemento (il ferrofluido) che mi aiuta invece a ridurre le code sonore del tweeter alla sua risonanza fondamentale, aumentandone al contempo in modo consistente la potenza sopportabile?"

33 commenti:
Comincia ad essere chiaro, ora, perché quando si cambia qualcosa a qualsiasi titolo in un impianto o in una cassa è praticamente impossibile non sentire delle differenze attribuibili a variazioni della risposta in frequenza, e non ad altro?
Anche quando si è stati attenti a "cercare" di intervenire su un parametro solo?
Come ad esempio la presenza o meno del ferrofluido in un tweeter?
Ecco perché io non credo ai giudizi di ascolto di certi tecnici molto restii a prendere coscienza di quanto i loro giudizi d'ascolto possano risultare influenzati, quando non addirittura stravolti, da piccolissime variazioni di parametri che non sono sotto il loro diretto e preciso e pignolissimo controllo...
Ora, comincia ad intravedere, chi c'era, il motivo delle incomprensioni che ci sono state all'epoca nel Salotto, proprio a proposito del ferrofluido nei tweeter, fra me e un noto progettista mio ex-amico ?
Come posso credere che sia possibile fare un confronto simile, senza ascoltare contemporaneamente anche alterazioni della risposta in frequenza di entità sicuramente udibile, nell'ottica della comprovata validità della Legge degli 0,1 dB?
Quello che mi spiace è che per sfruttare al massimo questa nuova consapevolezza occorrerebbe, dal punto di vista dell'appassionato medio, poter accedere a prove di laboratorio fatte alla maniera di suono '80 (ma con le scale espanse).
Si riuscirebbe a fare "la tara" agli ascolti casalinghi e sarebbe forse pure possibile auto educare la propria capacità di ascolto.
E' sempre di più un peccato che nessun editore voglia provare ad imboccare questa strada.
Tra le altre cose trovo questa la miglior "quadratura" del cerchio dall'epoca dello scontro misuoni-ascoloni. Restituisce a tutti il giusto livello di dignità, il giusto posto, anche a livello di ricerca e sviluppo.
GS
Io aggiungerei anche un ritorno alle prove di interfacciamento introdotte da Audio Review N.1 (quando era diretta da Paolo Nuti... E, guardacaso, del gruppo facevo parte anch'io).
Sia pure eliminando un bel po' di cose inutili e facendo notare bene invece le "piccole alterazioni localizzate della risposta in frequenza" che è possibile causare anche non volendo, quando si interfacciano apparecchi non fatti per essere abbinati fra loro o semplicemente progettati/realizzati in modo sbagliato...
Per non parlare di tutte quelle situazioni nelle quali tali alterazioni possono intervenire anche a causa di interventi teoricamente ed empiricamente scorretti effettuati dal mago del momento... E rivendute insieme all'oggetto del desiderio a carissimo prezzo, quando nella maggior parte dei casi basterebbe ben altro di razionalmente ben funzionante, per ottenere a costo zero risultati simili.
Sarei curioso di verificare il comportamento all'incrocio di una coppia di Rogers LS 3/5A collegate al classico valvolare con 1-2 ohm di uscita.
Secondo me ne vedremo delle belle!
Per Carlo
Potresti intanto cominciare a reperire più dati possibili su altoparlanti filtro e cassa, per vedere se si può simulare qualcosa...
Ma, dato che le casse le abbiamo, magari domenica possiamo provare a fare anche delle misure vere. Però dobbiamo aprirle... :-)
Magari! ma mi sa che stiamo mettendo troppa carne al fuoco per domenica...
Quello che mi chiedo ora è: "Non potrei ottenere la stessa identica variazione semplicemente intervenendo con minime variazioni sui componenti del filtro del tweeter? Anziché prendermela con un elemento (il ferrofluido) che mi aiuta invece a ridurre le code sonore del tweeter alla sua risonanza fondamentale, aumentandone al contempo in modo consistente la potenza sopportabile?"
Questa cosa me la sono chiesta tante volte anche io.. tentando di darmi una risposta ho eseguito questa prova che può fare chi unque dotato di una clio o strumento simile che permetta di misurare la distorsione armonica con la funzione FFT
Il metodo usato è quello di fare alcuni confronti a pari pressione acustica emessa, cioè, se per esempio voglio misurare la distorsione emessa eccitando l'altoparlante a 2 kHz, dovrò agire sulla manopola del volume in modo da ottenere la stessa pressione acustica a 2kHz, sia avendo il ferrofluido che non avendolo, la prima differenza che si nota è quella che per ottenere la stessa pressione a 2 kHz, nell'altoparlante dovrò introdurre un voltaggio diverso, la seconda cosa che si nota è che i due altoparlanti avranno un comportamento armonico diverso..
Quindi, come conclusione posso dire che i due altoparlanti con e senza ferrofluido, non potranno suonare allo stesso modo, perché anche variando il filtro crossover si potrebbe ottenere la stessa risposta in frequenza, ma non si potrebbe ricreare lo stesso comportamento armonico..
Almeno, questo è il mio personale pensiero che mi sono fatto con la mia esperienza..
Certo, se ad un paio di casse si toglie il ferrofluido al tweeter senza fare altri interventi, chiaramente si sentirà una enorme differenza che sicuramente sarà data per il 99% dalla risposta in frequenza che sarà cambiata totalmente e l'1% dal comportamento armonico che sarà cambiato, ma che in questo caso sarà ininfluente ai fini di un confronto oggettivo di ascolto tra i due sistemi...
Per Enrico-.
Che cambiano anche altre cose, oltre alla risposta in frequenza, si poteva supporre anche solo speculativamente senza fare misure... Che comunque io ai tempi ESB avevo fatto... Ma, alla fine dei giochi, personalmente non me la sentirei affatto di scommettere nemmeno su quell'1% che ipotizzi tu, per quanto concerne le differenze udibili "in assenza di variazioni della risposta in frequenza" (che vorrei proprio vedere come riuscire a garantire, specie in assenza di misure acustiche attendibili al limite dello 0,1 dB...).
Peraltro sarebbe divertente provare a verificarla, questa udibilità...! Dato che c'è ancora chi sostiene la non udibilità di variazioni dell 1,16% (0,1 dB) sul livello della risposta (che è il 100% del segnale), perché gli stessi personaggi dovrebbero accettare, o peggio propugnare, l'udibilità di una percentuale simile di variazione su armoniche che sono diverse decine di dB inferiori alla risposta stessa ( -30,46 dB quando rappresentano il 3%) e che quindi come tali si possono supporre ampiamente mascherate...?
Renato, la mia era una risposta come dire, c'é o non c'é, la differenza c'é, ma se è percepibile questo va valutato caso per caso.
La prova che ho citato esclude totalmente variazioni della risposta in frequenza, perché la riaggiustiamo con la manopola del volume mettendo così in evidenza solo il contenuto armonico, così facendo la differenza diventa anche molto udibile, anche se non sempre quello che all'orecchio piace sentire è poi confermato dalla misura.. almeno così mi è capitato di sentire.. ciò non dimostra che ferrofluido no sia meglio di ferrofluido si..
Caro Enrico,
ci risiamo..:
fra due altoparlanti, l'uno con ferrofluido e l'altro a cui sia stato tolto, la prima cosa che cambia, come ho già scritto, è il QM.
Poi, certamente, cambia un pochino anche il QE (cosa che avevo volutamente trascurato, dato che per causare una variazione del QT bastava che cambiasse il QM) a causa dell'aumento del B e quindi di BL.
Cosa quest'ultima che causa anche la variazione di livello (efficienza) che hai rilevato tu.
Ma, naturalmente, a questo povero altoparlante cambia anche l'impedenza. Fatto che causa la variazione dell'intervento del filtro che ho evidenziato io.
E, soprattutto, cambia anche la risposta in frequenza dello stesso altoparlante al lato basso della gamma che riproduce (anche senza interposizione di alcun filtro, naturalmente), dato che il QT come abbiamo visto diminuisce.
Ridurre il volume mentre si ascolta il tweeter senza il ferrofluido non potrà quindi mai condurre a sentire lo stesso suono di quando il ferrofluido c'è, nemmeno quando l'altoparlante è pilotato direttamente dall'ampli senza interposizione di alcun filtro. E tutto ciò prescindendo completamente da qualsiasi considerazione sulla variazione della distorsione, che (ribadisco e confermo) "molto" probabilmente non è udibile.
Tieni conto, ad esempio, che quando tutti affermiamo che il modo di distorcere degli ampli a valvole è diverso e meno sgradevole di quello degli ampli a stato solido, ci riferiamo sempre in realtà (spesso senza neanche rendercene conto) alla distorsione che viene prodotta quando l'ampli "clippa". E un quel caso stiamo parlando di livelli delle armoniche che superano di molto l'1% (0,1 dB) che io dichiaro udibile... Stiamo parlando, sempre, di non meno del 10%... :-)
Insomma. variazioni di risposta in frequenza dell'ordine degli 0,1 dB sono "sempre" in agguato... E, se quando usiamo i fagioli giusti sentiamo qualche differenza all'ascolto, la primissima cosa da fare è andare a controllare tutti gli 0,1 dB che abbiamo introdotto e dove: molto ma molto prima di cominciare a parlare d'altro, se non ci stiamo guadagnando il pane per il nostro stomaco invaso dai peli vendendo blocchi di grafite...
Renato, ma hai assolutamente ragione, la differenza che udiamo di più è senza ombra di dubbio dipendente dalla risposta in frequenza..
Quello che intendevo dire variando il vomume della manopola, era sulla misura di distorsione, in pratica, introducendo un segnale dentro ad un altoparlante, mettiamo un seno a 2 kHz, dovrò agire sulla manopola per ottenere gli stessi decibel a 2 kHz, mentre il livello delle armoniche sarà diverso, magari a 3 kHz l'intervento sulla manopola per riallineare la pressione sarà sicuramente diverso.. ma questa prova voleva solo evidenziade il diverso comportamento delle armoniche, sempre parlando dei due casi, con e senza ferrofluido, se poi la Fs si trova vicina alla frequenza di prova, la differenza di volume sarà più neta, proprio a causa dei diversi parametri..
Sono daccordo sul tuo discorso che fai se ci avviciniamo al livello di clipping con due diverse tipologie di amplificazione.. ma come ben sai, a me interessa indagare maggiormente su cosa succede nella cassa acustica e soprattutto nei trasduttori, quindi tutto il mio discorso è incentrato sulle differenze che ho volutamente evidenziato, quindi qualsiasi intervento sul trasduttore mi interessa in modo particolare.. se poi questo intervento produce grandi o piccole differenze, questo è tutto da sviscerare.. quindi..
Per quanto concerne l'udibilità o no di un altoparlante che distorce potrei dire questo:
Osservando lo spettro del suono di vari brani musicali dei generi più disparati, mi sono reso conto che il livello acustico sopra a certe frequenze in genere è molto basso e quasi tutta l'informazione musicale si trova incentrata sulla gamma media e mediobassa, in alto, diciamo, sopra ai 5 kHz, l'informazione registrata ha un livello nettamente inferiore, il dislivello mediamente è di una trentina di decibel e forse anche di più, quindi, il livello di distorsione armonica prodotta dai trasduttori che stanno riproducendo la gamma media, in certi casi potrebbe avvicinarsi molto al livello dell'informazione musicale registrata, questo potrebbe spiegare il perché due sistemi con risposta in frequenza molto simile, hanno un comportamento all'ascolto molto diverso proprio a causa della distorsione armonica.. in genere il sistema che distorce meno restituisce un maggior senso di pulizia e ricchezza di dettagli, producendo così, anche una scena acustica più precisa ed evidente.. Dovrebbe anche spiegare il perché la distorsione di 2° e 3° armonica prodotta da un altoparlante che sta riproducendo una frequenza relativamente bassa, non si sente, anche se la distorsione è dell'ordine del 10%, perché cade in un punto dove l'informazione principale ha un livello relativamente troppo elevato per mettere in evidenza la distorsione, mentere una distorsione di 4° o 5° armonica generata da un altoparlante che riproduce i 2 kHz, potrebbe essere molto udibile anche se la sua entità è inferiore all'1%, proprio perché il suo livello è prossimo al livello della registrazione.. almeno io la vedo in questo modo.. per lo meno, la mia esperienza in questo momento di fa pensare questo.. ma non vuol dire che io dica il vero, sto solo cercando di capire..
segue:
sto cercando di capire e dare così il giusto peso alle varie cose.. ma non metto in dubbio il fatto che è la diversa risposta in frequenza a causare la maggior differenza di sensazioni che percepiamo..
E io invece "non metto più" in dubbio:
- Primo: che, almeno in questo caso, le variazioni della risposta in frequenza non siano semplicemente "responsabili delle maggiori differenze che percepiamo", bensì siano "le uniche responsabili di tutte le differenze che siamo in grado di percepire" (fenomeni psicoacustici a parte, ovviamente).
La distorsione, sia pure prendendo atto che il suo spettro cambia... Come appena "dimostrato" poche righe più sopra non può entrarci nulla, con le nostre "sensazioni" di ascolto di un tweeter con/senza ferrofluido.
- Secondo: che dando corpo ai fantasmi, come fanno purtroppo molti più o meno interessati "audiofili" tutti giorni su tutti i forum del mondo, non si va molto lontano.
Chi tenti di capire usando simili argomentazioni, invece di commentare davvero quello che scrivo io profondendo non poco impegno, per poter procedere insieme in un ragionamento che abbia un senso, non aiuta né se stesso né un intelligente sviluppo del Blog.
E, fra l'altro, non mi aiuta affatto nel mio stupido tentativo di reintrodurre qualche elemento di logica galileiana nel gran casino nel quale ci hanno precipitato i vari Pecorari Scanii dell'Hi-Fi.
Mi dispiace molto.
Beh, se le tue argomentazioni sono valide, se una persona solleva un dubbio non vedo dove sia il problema, anzi, smontando il dubbio ti da maggior modo di portare avanti le tue argomentazioni, altrimenti agiterai una spada solo muovendo dell'aria..
Caro Enrico...
Pare, facile... Ma comunicare con i sordi non lo è affatto, credimi...
Gli 0,1 dB contano moltissimo anche in questo caso. Figurati se diamo loro il destro per dire che "...Sì, la risposta in frequenza conta... Anzi: non lo avevamo mai messo in dubbio... Ma vuoi mettere quanto conta lo spettro della distorsione (insieme all'effetto pelle)...". E magari lo direbbero riferendosi proprio alla distorsione in condizioni di funzionamento "corrette". Cioé ben lontani da qualsiasi "clipping" di qualunque "cosa"... :-(
Insomma: lo volete capire, o no, che se indagassimo con un pochino più di convinzione su tutti gli 0,1 dB che compaiono e scompaiono in continuazione in ogni punto della risposta in frequenza che ascoltiamo (qualunque "intervento" proviamo a fare)... Le eterne discussioni sull'estrema importanza di un numero indefinito di "parametri esotici" avrebbero finalmente un esito galelianamente dimostrabile e verificabile?
Certo... Poi il divertimento di certe discussioni di lana caprina ai confini della realtà, molti dei saccenti idiofili che conosci bene anche tu lo perderebbero... Insieme alla possibilità di vendere e comprare giochini alla Vanna Marchi... Ma non è proprio questo che si dovrebbe ottenere, per vivere in un mondo migliore...?
Eh... "E' un mondo difficile..."! :-)
Tanto "per farci del male", tornando alle tue considerazioni sulla distorsione...
Confrontare il comportamento di un altoparlante con un solo tono sinusoidale (fattore di cresta 3 dB) con quello che potrebbe esibire sollecitato con segnale musicale (qui i dB sono "mediamente" fra i 10 e i 20) può essere sicuramente fuorviante.
Fra l'altro, quello che "sentono" il microfono e il distorsiomentro (comunque sia implementato) ha poco o nulla a che vedere con quello che "sente" il nostro orecchio+cevello...
Tanto per cominciare: quando parli di 30 dB fra il livello della gamma media e quello della gamma alta, a quale costante di tempo ti riferisci, per la media temporale della misura stessa...
Guardiamoci questi intanto, per fare mente locale...:
Questo è il famosissmmo spettro musicale medio secondo IEC:
http://www.renatogiussani.it/varie/
music_spectra/ScreenHunter_001.jpg
E questa è una misura più aggiornata, fra le tante possibili:
http://www.renatogiussani.it/varie/
music_spectra/ScreenHunter_002.jpg
Non mi sembra che ci siano 30 dB fra le medio-basse e le alte... E stiamo parlando di una media su tempi molto lunghi. Se valutassimo il livello istantaneo, ovvero con costante di tempo molto bassa, le alte sarebbero ancor meno penalizzate... E se poi tenessimo in conto la diversa sensibilità dell'orecchio e la capacità di applicare attenzione all'ascolto delle varie porzioni dello spettro... Il discorso si farebbe ancora più complicato! E si potrebbe facilmente giungere alla conclusione cui ero già arrivato in precedenza: i prodotti di distorsione dei tweeter funzionanti con segnale musicale in condizioni normali spesso non si "sentono" proprio, altro che sentire differenze fra due spettri di distorsione diversi...
Ma certamente non voglio alimentare i venditori di sale come Vanna Marchi.. la mia non voleva essere una discussione per fare questo, però pensavo che dare il giusto peso a tutte le cose fosse la migliore strada, come dire, questa è la regola principale le altre cose servono a questo o non servono affatto, altrimenti alla fine, la gente non crede..
Il discorso dello spettro acustico era solo per ribattere il tuo discorso che giustamente dice che una distorsione che ha un livello di 30 40 db al di sotto del suono principale, non può essere udita, e su questo non ci piove sopra, però osservando lo spettro acustico di un brano musicale e vedendo che la gamma medioalta aveva un contenuto sonoro molto esiguo, mi era sorto il dubbio che in alcuni passaggi, la distorsione potesse aquisire un valore più consistente e quindi udibile.. tutto qui..
Altrimenti potrebbe sembrare che per fare un buon impianto, basta andare alla coop e comprare un compattino con un buon equalizzatore.. :-)
Osservando lo spettro medio che hai inserito, il mio discorso non ha valore..
He he... A qualche Coop, personalmente direi proprio di no...
Ma, quello che scrive Giorgio qui:
www.giussani-
research.it/HallOfFame/Giorgio%
20Berrugi/tfs.html
lo hai letto bene...?
- Lo riporto in fondo (***).
Io naturalmente sottoscrivo ogni virgola... Tu lo sai che il mio impianto già da qualche tempo è costituito da un ottimo integrato McIntosh, usato come pre, abbinato ad un Behringer da 400 euro (EP2500) e ad un "lettore di tutto" (Inno-Hit) da 40 euro... Anche se, un "lettore di soli CD" da più di 10.000.000 del vecchio conio (Studer) glielo posso confrontare quando mi pare, grazie all'amico De Marinis (e mi pare proprio che nessuno senta alcuna differenza)...!
I motivi del costo dello Studer sono da ricercarsi molto "altrove" rispetto a quello che potrebbe supporre chiunque poco esperto delle esigenze della RAI... Ed anche negli 0,1 dB, magari, ma soprattutto nella robustezza, nella affidabilità a breve e lungo termine, e nella possibilità di essere controllato automaticamente a distanza.
(***)
Giorgio Berrugi:
"...Vorrei inserire un'estratto da un mio post sul Blog di Audioplay:
“In questi anni ho cambiato vari impianti e pochi cavi (alcuni autocostruiti, altri con poca spesa, per carità), ho letto molto su vari siti Internet e forum e vorrei dire la mia opinione sui più grandi cambiamenti che ho sentito: è un parere grossolano, ingenuo, per carità, ma la butto là perchè so che molti hanno fatto i miei errori e molti li stanno facendo ADESSO.
Ho letto che il primo passo era cambiare la sorgente, perchè un lettore "scarso" faceva schifo. Allora ho cambiato lettore cd, ma non è cambiato molto...ovvio il resto non è all'altezza. cambio i diffusori, commerciali, sui 1000 euro al posto di vecchi Jmlab satellite con sub. Si, un buon 20% è cambiato...ora tocca all'ampli e mi dirigo su un valvolare, perchè sai, la curiosità, il suono vellutato rosso con striature ocra dovevo sperimentarlo....Bah...soldi buttati, ora lo so, se uno non ha molto da spendere è inutile comprare un mediocre valvolare.
E se ha soldi da buttare, tanto vale andare una settimana a Berlino ad ascoltare simon rattle...
Allora cambio di nuovo l'ampli e torno su uno stato solido: ora ci siamo!! cambio cavi...0,000001% di differenza.
Cambio diffusori, le TFS:
come passare da una Ritmo del 1980 ad una Ferrari fiammante!
Allora ho voluto fare una prova: ora ho rimesso il vecchio lettore Cd e l'ampli Technics di 20 anni fa, chiuso da alcuni anni in soffitta, con le TFS...il tutto è ancora spettacolare, anche se a monte il valore dei componenti è prossimo ai 10 euro.”..."
Nemmeno io cambierei una virgola di quello che Giorgio ha scritto.. ma c'é anche da dire che i componenti del TFS sono di ottima qualità.. mica cassi.. ;-)
Verissimo!
Quando si vuole progettare una cassa che suoni bene, la prima cosa da fare è avere le idee molto chiare sulla filosofia che si vuole adottare... Il secondo è spianarsi la strada scegliendo altoparlanti buoni.
La terza è cercare di non rovinare il lavoro di chi quegli altoparlanti li ha saputi costruire... Hem...
Come non posso essere d'accordo anche su questo..?
:-)
necessita di verificare:)
Si, probabilmente lo e
leggere l'intero blog, pretty good
molto intiresno, grazie
good start
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La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
quello che stavo cercando, grazie
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